Cartier

Gioielliere dei re – Icona del design orologiero

La principessa Caroline ama mostrarsi con la tiara che Louis Cartier ha progettato per sua nonna, e non sorprende che Grace Kelly e Liz Taylor, così come le loro eredi nel mondo della fama, Nicole Kidman, Monica Bellucci, Jennifer Lopez e Liv Tyler, siano state e siano profondamente legate a Cartier, soprattutto quando si parla di pietre leggendarie come il "Star of South Africa" da 83 carati. Richard Burton acquistò per la sua ex o attuale moglie Liz Taylor da Cartier il più grande diamante mai tagliato. Anche lo specialista di orologi di lusso HORANDO si sente legato all'aura della nobiltà francese e utilizza la sua esperienza per fornire ai propri clienti modelli Cartier selezionati. Quando si acquista un orologio di lusso online, la fiducia e la sicurezza sono fondamentali. Grazie alla sua vasta rete, HORANDO è in grado di soddisfare rapidamente anche le richieste di modelli Cartier rari e desiderati delle collezioni Tank, Pasha C, Panthère, Santos, Ballon Bleue a un buon rapporto qualità-prezzo.

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I nostri modelli Cartier più apprezzati

Ascesa, splendore e trasformazione della Maison Cartier

Nel 1888, il figlio del fondatore dell’azienda, Louis Cartier, riconosce l’importanza dell’orologio da polso e, oltre ai propri modelli da donna, inserisce nella propria gamma anche i prodotti di altre manifatture di lusso, come Vacheron Constantin. Al più tardi quando la corte britannica ordina ben 27 diademi in occasione dell’incoronazione dell’allora Principe di Galles, il re Edoardo VII lo nomina fornitore ufficiale di corte e la boutique londinese viene presa d’assalto dall’alta società britannica, la Maison Cartier entra a pieno titolo nell’olimpo dell’orologeria. Anche i mercati della Russia ancora zarista si rivelano fruttuosi; nel 1909 il negozio Cartier sulla Fifth Avenue di New York vestiva i belli, i ricchi e i famosi. Il geniale orologiaio sviluppò il modello ispirato al pioniere dell’aviazione Alberto Santos-Dumont nel 1904. Il Cartier Santos è il primo vero orologio da pilota in assoluto; negli anni Settanta vivrà una brillante rinascita nell’ambito del concept «Les Must de Cartier». Una leggenda dell’orologeria, al pari delle collezioni Tank e Pasha, che nella seconda decade del XX secolo fecero furore nello stile Art Déco. Il modello Pasha era dedicato al sultano di Marrakech e ciò suscitò il desiderio dei maharaja nella lontana India. Nei primi decenni del XX secolo, altre teste coronate si appassionano a questo gusto raffinato: l’ascesa di Cartier è ormai inarrestabile. Fino a quando l’estinzione del ramo familiare, nell’anno fatidico del 1965, porta alla frammentazione dell’azienda di famiglia. La «Monde Cartier» diventa il «Vendome Luxury Group». Ma ciò non può sminuire l’aura di Cartier come sinonimo di lusso sublime e ricchezza consolidata. Da tempo ormai il marchio è sinonimo di uno stile di vita che difficilmente potrebbe essere più lussuoso, e da tempo ha conquistato anche altri segmenti del mercato del lusso: profumi, occhiali, foulard di seta, accendini, articoli di cartoleria e pelletteria – proprio quei dettagli curati senza i quali una donna sofisticata o un uomo di mondo non possono uscire di casa. Il design classico e senza fronzoli – inconfondibilmente Cartier – evoca standard elitari e raffinati. Nel 2009 Cartier festeggia negli Stati Uniti il suo centenario, ora sotto l’egida del gruppo di beni di lusso Richemont. Cartier è leader mondiale nel settore della gioielleria.

Icona Cartier e patrimonio orologiero mondiale: Cartier Santos

Si potrebbe considerarla un’ironia della storia, ma proprio il nascente settore aeronautico e militare favorì l’ascesa dell’orologio da polso. I tradizionali orologi da tasca appesi a una catenella d’oro si rivelarono inadatti in occasioni di grande sforzo fisico, come i primi voli o le battaglie. Il fatto che, dopo la fine del secolo, gli orologi da donna venissero indossati al polso era considerato dal mondo maschile come «poco virile». Tuttavia, già nel 1880 Guglielmo I fece realizzare orologi da polso per i suoi ufficiali di marina. A partire dal 1904, il brasiliano Alberto Santos-Dumont intraprese numerosi voli di prova con il precursore del Cartier Santos e, il 12 novembre 1906, il playboy e pioniere dell’aviazione indossava al polso il «suo» Santos durante il suo spettacolare volo a motore di 220 metri. Durante la prima guerra mondiale le truppe seguirono l’esempio e, infine, l’orologio da polso fece il suo ingresso anche nella società civile. Il primo Cartier Santos ruppe con le convenzioni dell’epoca, secondo le quali un orologio doveva essere rotondo, e si presentò audacemente squadrato, con angoli arrotondati, circondati da un bordo rialzato del vetro e da un cinturino in pelle. Oggi, l’orologio da polso da uomo più famoso della storia dell’orologeria si presenta in tre collezioni: Santos de Cartier Galbée, Santos 100 e il classico Santos-Dumont, che riprende questo stile con una cassa in pelle di alligatore e una lunetta più sottile. Complicazioni? Ad eccezione di un datario nel modello Santos-Dumont, nessuna. Il Santos Galbée si contraddistingue per le tipiche piccole viti sulla cassa e sul bracciale in acciaio, nonché per i numeri romani. Estetica pura per i puristi dell’estetica. Quando negli anni Ottanta il diametro degli orologi aumentò, i delicati diametri dei modelli Cartier apparivano quasi in filigrana. Oggi sono tornati in voga, proprio come le versioni bicolori, che per un certo periodo avevano perso terreno.

Un lusso difficile da eguagliare, precisione per i perfezionisti

Nel 2009 Cartier presenta il primo movimento automatico sviluppato interamente in casa e, con il nome 1904MC, rende omaggio all’anno di nascita del modello Santos. Un doppio bariletto migliora la precisione e la riserva di carica, mentre il rotore, che aziona il movimento automatico ad ogni movimento, si avvale di un innovativo cuscinetto a sfere in ceramica. Cartier ha fatto il suo ingresso nell’«Haute Horlogerie» con lo sviluppo dell’Astrotourbillon, in cui la deviazione di marcia causata dall’attrazione terrestre viene compensata grazie a un meccanismo innovativo. Cartier è presente anche nel settore degli orologi concettuali, ad esempio con lo straordinario ID Two, in cui il vuoto all’interno della cassa trasparente rende superflua la chiusura a vite.

Il potere delle donne in casa Cartier

«Innovazione» è il credo dell’attuale maestra orologiaia di Cartier, Carole Forestier-Kasapi. Ma già prima di lei erano donne forti e raffinate a dettare legge. Jeanne Toussaint doveva essere dotata di un gusto impeccabile negli anni Venti; pose le basi per i «Must de Cartier», poiché era l’epoca dei bocchini per sigarette «Brilli», dei gioielli d’oro e degli accessori pretenziosi. Negli anni Settanta, Nathalie Hocq risvegliò Cartier dal suo letargo. Suo padre, Robert Hocq, aveva acquisito Cartier nel 1972. Sua figlia percorse una carriera ben pianificata prima di infondere nuovo slancio, in Rue de la Paix, a meccanismi ormai datati, sebbene perfettamente oliati. Era un talento nel campo delle vendite e del marketing, dotata di un intuito infallibile per il design, le pietre preziose, le esposizioni, le persone e i mercati. Conduceva trattative negli harem arabi e negli attici della Fifth Avenue di New York. «Mademoiselle Cartier», come veniva rispettosamente chiamata, e la sua abitudine di fumare sigari neri divennero di moda. Oggi la responsabile internazionale del marketing è Hélène Poulit e, in questo Paese, Patricia Gandji. Anche in Cina, Corea, Messico e Taiwan le donne ricoprono posizioni dirigenziali.

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