Chopard
Il lusso tra l’alta gioielleria e l’alta orologeria
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I prezzi Chopard in sintesi
Dati di settembre 2026. Prezzi in euro.
| Linea di modelli | da | Mediana | a | Modelli |
|---|---|---|---|---|
| Happy Sport | 3.800 € | 9.085 € | 25.520 € | 66 |
| Mille Miglia | 5.230 € | 7.680 € | 9.570 € | 8 |
| Alpine Eagle | 9.120 € | 18.200 € | 93.060 € | 24 |
| Chopard totale | 3.800 € | 12.085 € | 93.060 € | 110 |
I valori provengono dal nostro assortimento e vengono ricalcolati ogni trimestre.
Una relazione dal grande impatto tra la Svizzera e la Foresta Nera
Nel XIX secolo, la catena montuosa del Giura svizzero rappresentava un terreno fertile per maestri orologiai di talento e ambiziosi. I contadini di montagna, che vivevano in condizioni di povertà, durante i lunghissimi inverni si guadagnavano un magro guadagno supplementare con la produzione artigianale di componenti per orologi, ma mai di movimenti completi. Ogni famiglia si dedicava alla produzione di diversi componenti per orologi, che venivano acquistati per lo più da produttori di orologi ginevrini e assemblati in movimenti completi. Anche Louis-Ulysse Chopard fondò una manifattura orologiera e appose sulla facciata del laboratorio le sue iniziali L.U.C., visibili da lontano, che ancora oggi sono il segno distintivo dell’autenticità dei movimenti Chopard. Il giovane, sicuro di sé, sapeva bene che non voleva rimanere un semplice operaio. I movimenti di propria produzione, gli orologi da tasca di precisione e i cronometri erano la sua passione. Ben presto fece verificare la precisione di marcia presso l’Osservatorio di Neuchâtel. Man mano che l’attività cresceva, Chopard estese il proprio mercato alla Russia zarista e ad altri paesi dell’Europa orientale, finché la Rivoluzione d’Ottobre russa e la crisi economica mondiale del 1929 non fermarono l’audace ascesa di Chopard. Tuttavia, l’azienda riuscì coraggiosamente a sopravvivere mentre altri marchi di orologi cadevano in un (temporaneo) oblio. Dopo il 1943, Chopard-Grandfils aprì un nuovo mercato in Scandinavia, prima che un graduale declino riducesse l’attività a soli 10 dipendenti nel 1960. Come volessero la vita e il destino, al momento giusto si incontrarono proprio i partner commerciali giusti. La storica azienda orologiera Scheufele, produttrice di raffinati orologi in oro, con sede a Pforzheim – città non meno ricca di tradizione orologiera – nella Foresta Nera settentrionale, nella sua voglia di espansione si imbatté nell’azienda svizzera in difficoltà. Già il bisnonno Scheufele aveva utilizzato movimenti di aziende svizzere di qualità come Blancpain, Vacheron Constantin e Jaeger-LeCoultre per la produzione di orologi: il terreno era già pronto. Si instaurò un clima di fiducia e simpatia e, nel 1963, si giunse a un accordo.
Chopard – Meccanismi dall’anima e dalla raffinatezza
Karl Scheufele III si è assunto un compito non facile. Ciò rende ancora più degno di apprezzamento l’esemplare percorso di crescita che l’azienda ha compiuto fino ad oggi. Con il crescente interesse per il marchio tipico di quel periodo, anche in casa Chopard è cresciuto l’ambizioso desiderio di produrre movimenti propri. Movimenti che fossero all’altezza dell’Alta Orologeria e che soddisfacessero i criteri di omologazione estremamente rigorosi del Punzone di Ginevra. Sebbene metto in dubbio dal settore, questo progetto ambizioso ebbe comunque successo. Nel 1996, con la fondazione del proprio stabilimento produttivo a Fleurier, per Chopard ebbe inizio una nuova era come manifattura orologiera. Tutte le fasi – dalla progettazione alla produzione – vengono eseguite internamente con grande maestria, eccellente lavorazione artigianale e meticolosa attenzione ai dettagli. La giovane manifattura si è così assicurata il sostegno del geniale artista orologiaio Michel Parmigiani, che nutre un rapporto speciale con gli orologi: «Un orologio è come un essere vivente dotato di un mondo interiore». Le collezioni Chopard coniugano caratteristiche sportive con un’eleganza squisita. La loro perfezione tecnica, le prestazioni impeccabili e la robustezza le rendono idonee al certificato di cronometro COSC e al marchio di qualità FQF. La collezione intramontabile Classic non potrebbe apparire più sobria nell’aspetto e nello stile, se non fosse dominata da quadranti di grande impatto. La linea Classic Racing, con le tre serie Grand Prix de Monaco Historique, Superfast e Mille Miglia, evoca con una moltitudine di complicazioni il fervore delle corse automobilistiche. Per numero e qualità delle funzioni aggiuntive, essa viene superata dalla collezione L.U.C. – un omaggio al fondatore dell’azienda. La cronologia dei movimenti Chopard si legge come un elogio alla manifattura, ancora giovane, e mette in luce qualità rivoluzionarie: nel 1997 stupisce il L.U.C. 1860, il primo a disporre del calibro Chopard L.U.C. 1.96. Nel 2000 segue il L.U.C. Quattro con il calibro L.U.C. 1.98 e la straordinaria riserva di carica di 9 giorni. Dopo appena un anno fa già la sua comparsa il calibro L.U.C. 3.97 Tonneau con movimento automatico e microrotore eccentrico. Nel 2006 viene presentato il L.U.C. Chrono; nel 2007, infine, Chopard presenta con il L.U.C. 10 CF il primo movimento cronografico automatico, che dà origine a tre brevetti, nonché il L.U.C. 63.01 L e altri modelli.
Da Chopard brillano gli orologi e gli occhi
Anche, e soprattutto, nella propria immagine aziendale, Chopard punta sullo stile: nel 2010, in occasione del 150° anniversario dell’azienda, ha inaugurato la sua 100ª boutique in una delle posizioni più prestigiose di Madison Avenue a New York, con una superficie di vendita di quasi 300 metri quadrati. Nel museo dell’orologeria di proprietà dell’azienda, il L.U.CEUM di Fleurier, affascinanti reperti dell’arte orologiera provenienti da tutte le principali epoche e regioni europee testimoniano l’incrollabile sicurezza di sé di Chopard, che dura sin dagli esordi di Louis-Ulysse. Lasciandosi incantare dagli orologi di lusso Chopard, non va dimenticato che l’azienda eccelle anche come produttrice di gioielli raffinati e si distingue anche nel settore dei profumi pregiati. Nei gioielli Chopard, realizzati in gran parte a mano, l’eleganza raffinata si fonde con la finezza tecnica. Le pietre preziose impreziosiscono non solo la collezione da donna. In tutte le collezioni di gioielli traspaiono un raffinato senso artistico e l’irrefrenabile e eternamente giovane desiderio di adornarsi con le materie prime più pregiate. Caroline Gruosi-Scheufele, in qualità di co-presidente di Chopard, è responsabile del successo del reparto gioielleria. Tutto è iniziato con un semplice ciondolo. Successivamente, la serie Happy Diamonds, con il suo generoso impiego di pietre preziose e diamanti, ha stuzzicato l’appetito per qualcosa di più. Donne raffinate, originali e capricciose, che amano attirare gli sguardi su di sé, indossano i gioielli Chopard con la stessa sicurezza con cui sfoggiano l’iconico orologio Chopard Imperiale Tourbillon in oro rosa 18 carati con ametiste, diamanti e un cinturino in pelle di un audace color porpora. Proprio per quei «momenti squisiti di felicità elettrizzante», come recita un motto aziendale.
Auto d'epoca, motori e passione per gli orologi di lusso
In qualità di partner di glamourosi eventi cinematografici, Chopard si distingue da tempo come uno dei principali sponsor del Festival di Cannes. La collaborazione con la gara di auto d’epoca Mille Miglia ha fornito l’occasione per sviluppare un cronografo dedicato alle donne di classe, appassionate non solo di gioielli straordinari, ma anche di potenza. Il motivo a battistrada del cinturino in caucciù, il quadrante femminile in madreperla con lancette azzurre argentate e la lunetta, impreziosita su richiesta da diamanti, non devono trarre in inganno: all’interno della cassa in acciaio inossidabile dal design maschile, della Mille Miglia, di 44 mm, batte un cuore di tecnologia solida come l’acciaio: un movimento automatico che funziona a 28.800 alternanze all’ora. Nel 2015 Chopard ha dedicato una collezione speciale a una pietra miliare dell’automobilismo, lo storico Gran Premio di Monaco. Un gioiello amato con passione (non solo) dai collezionisti.































